Infanzia negata. Proposta di riforma per le norme sull’allontanamento dei minori dalla famiglia

ROVERTO- «I bambini sono preziosi per tutti, non solo per la destra o la sinistra». E’ questa la frase che sceglie la Senatrice Cinque Stelle Elsa Blundo, Vice-Presidente della Commissione del Senato per l’Infanzia e l’Adolescenza, per inaugurare il convegno “Infanzia negata. Progetto Pilota per l’accoglienza dei minori nelle comunità minorili”, svoltosi sabato pomeriggio (27 settembre) presso la sala conferenze della Fondazione Caritro a Rovereto.

Accanto a lei, il grillino Filippo Degasperi e il leghista Maurizio Fugatti, promotori politici dell’iniziativa e un panel tecnico di tutto rispetto, composto da Roberto Buffi, Presidente della o.n.l.u.s. Centro Antiviolenza Bigenitoriale, Massimo Rosselli Del Turco, professore, autore ed esperto di dinamiche socio-familiari e dalle avvocatesse Evelina PasiniCatia Pichierri.

L’ambizioso obiettivo dell’iniziativa, trascurata dalla stampa maggiormente accreditata, è quello di affrontare il delicato e spinoso tema degli allontanamenti dei bambini dalla famiglia a cura dei servizi sociali, fondati su valutazioni spesso superficiali e incomplete o peggio ancora sul cosiddetto “business delle case famiglia sui minori”.

Tutti i relatori ritengono la normativa vigente ormai obsoleta e inadatta a fronteggiare i cambiamenti della nostra società e convergono sul fatto che in mancanza di regole certe, l’allontanamento, previsto solo come extrema ratio, si sia trasformato in una sorta di prassi. Per questo, basandosi sul volume di Rosselli Del Turco, hanno elaborato una serie di emendamenti volti a riequilibrare il sistema. La proposta di legge, presentata in Consiglio Provinciale dalla Lega e dal Movimento Cinque Stelle, vuole dare maggiore spazio all’ascolto del minore, creare Unità Operative Multidisciplinari e porre limiti stringenti alle valutazioni degli assistenti sociali, che devono essere accompagnate dalle relazioni di altri esperti, come neuropsicologi infantili, mediatori culturali e psichiatri.

Interessante e ben articolata la proposta di modifica dell’articolo 403 del codice civile in materia di Intervento della pubblica autorità in favore dei minori, illustrata dall’avvocato Picchierri, la quale ritiene controproducente trattare il minore come una monade, cioè un’entità completamente distinta dalla famiglia d’origine. Spesso infatti la situazione di malessere non è legata solo al bambino, ma all’intero nucleo familiare e l’unico modo per risolvere il problema in maniera duratura non è affidare il figlio allo Stato, ma far sì che lo Stato entri in casa e sostenga il papà e la mamma, aiutandoli a trovare lavoro e a inserirsi in programmi formativi e rieducativi.

Altro punto focale è quello di evitare allentamenti traumatici per il minore, con madri che urlano, poliziotti in divisa e vicini che scattano foto e di privilegiare l’affidamento ai parenti entro il quarto grado. Ciò eviterebbe un trauma al bambino ma, visto che i piccoli di oggi sono i grandi di domani, sicuramente apporterebbe consistenti benefici all’intera società.

Martina Dei Cas

LINK: http://ilfatto24ore.it/trentino-suedtirol/index.php/cronaca/456-infanzia-rubata-proposta-di-riforma-per-le-norme-sull-allontanamento-dei-minori-dalla-famiglia