Proposta di modificazione all’art. 337 ter c.c. comma 2. Avv. Gioia, Avv. Pasini, Buffi, Centro Antiviolenza Bigenitoriale onlus

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L’art 337 ter c.c. riformato sostituisce la nozione di “potestà genitoriale” con quella di “responsabilità genitoriale”, rispondente ai contenuti dell’impegno genitoriale; i rapporti genitori-figli non devono essere considerati dal punto di vista dei primi ma dei figli, in considerazione del superiore interesse di cui questi ultimi sono portatori; con la recente riforma, ora, ciascun genitore è chiamato, con sommo grado di responsabilità, ad abbandonare qualsiasi logica proprietaria nei confronti della prole e a preservare l’altra figura genitoriale.

Non dunque la crisi, o peggio ancora uno status transitorio di indigenza economica (art. 1 comma 2 L 4 marzo nr.184; art. 1 comma 2 L. 149/01) possono negare al figlio minorenne di genitori separati il diritto “all’assistenza morale” da intendersi come diritto all’amore, cioè come diritto del figlio ad essere amato da entrambi i genitori, mantenere in forma di fatto e di diritto, un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei due, accanto al diritto di ricevere cura, educazione ed istruzione.

La responsabilità genitoriale, quindi, non può essere circoscritta al solo dovere di mantenere, educare ed istruire i figli, in sé dotato di un certo grado di fungibilità, ma rinviene il suo contenuto più qualificante proprio nell’obbligo di prendersi cura affettivamente degli stessi, questo si ontologicamente infungibile, cui corrisponde quale rovescio della medaglia, il diritto di questi ultimi di essere amati.

La proclamazione del diritto dell’assistenza morale che l’art 337 ter evidenzia, da intendersi nel senso chiarito, all’interno della norma fondamentale che disciplina il rapporto dei genitori-figli durante la crisi assume una portata culturale rilevantissima, costituendo il richiamo formale dell’ordinamento a garantire la qualità (oltre che la quantità) di siffatto rapporto, al di là del conflitto genitoriale.

Già per troppo tempo il diritto dei figli di genitori separati ad essere amati è stato negato.

Tutto ciò premesso:-

Il secondo comma dell’art 337-ter del codice civile è sostituito dal seguente

“Per realizzare la finalità indicata al primo comma….Il Giudice dispone….sin dalla prima udienza di comparizione delle parti, l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori e, salvo diverso accordo, NELLA MISURA NON INFERIORE DI GIORNI 3 (tre) SETTIMANALI, ANCHE NON CONSECUTIVI. NEL CASO, EVENTUALI ED IMPREVISTE MOTIVAZIONI NON PERMETTERANNO DI TRASCORRERE AL FIGLIO I GIORNI CON IL GENITORE, COME DA DISPOSITIVO TRIBUNALIZIO, GLI STESSI GIORNI DEBBONO ESSERE RECUPERATI ENTRO IL MESE SUCCESSIVO.”

RB

E’ stata una bellissima giornata di Gianni Giusti

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