Strutture per l’accoglienza minori: provincia autonoma di Trento Filippo Degasperi interroga

Interrogazione a risposta scritta n. 2185

Come si evince dalla risposta all’interrogazione n. 695/XV, non ci sono bandi o confronti tra
soggetti per quanto riguarda i servizi per minori. La Provincia acquista il singolo servizio e lo paga in base a un corrispettivo giornaliero a fronte di quanto viene svolto. Solo ciò che riguarda il Centro per l’Infanzia è stato appaltato in parte con procedura aperta del servizio di assistenza ai bambini.
È grave notare che da oltre venti anni i meccanismi di affidamento e finanziamento sono rimasti gli stessi e basati ancora sulle leggi provinciali n. 14 del 1991 e n. 35 del 1983. La disciplina concernente l’accreditamento e modalità di affidamento dei servizi di cui all’articolo 22 della L.P. 13/2007 non è stata ancora applicata in quanto non è stato ancora stato emanato il regolamento di attuazione. Pertanto non vi sono associazioni /cooperative/onlus accreditate ma solo iscritte (tramite il loro inserimento nel registro dei soggetti idonei al convenzionamento previsto dall’art. 39 della L.P. 14/91) ed autorizzate (per ogni loro struttura residenziale e semiresidenziale ai sensi dell’art. 35 della medesima legge).
Viste le risposte fornite dalla PAT è chiaro che la mancata attuazione dell’art. 22 della L.P.
13/2007, ovvero delle modalità di erogazione delle prestazioni, si ripercuote parzialmente anche sull’art. 21 che si occupa di vigilanza per la verifica dei criteri di autorizzazione e accreditamento. In quest’ultimo caso non si comprende quali e come siano effettuati i controlli. Questa situazione non può che generare perplessità circa la gestione degli affidamenti dei servizi rivolti ai minori dato che risulta essere discrezionale e non trasparente. Si tratta di elementi che non corrispondono a standard di qualità, efficacia ed efficienza delle prestazioni visto che per la loro valutazione non sono contemplati da quei parametri di confronto e valutazione definiti ma non attuati nelle modalità di accreditamento della L.P. 13/2007. In questo modo la PAT e gli enti locali
applicano procedure comparative diverse ed inefficaci visto che si basano sul semplice
affidamento diretto e un indefinito principio di non discriminazione tra i soggetti autorizzati.
Si prenda l’esempio del Comune di Rovereto.
Osservando i dati dal 2014 al 2015 delle determinazioni della dirigente del Servizio attività sociali, la frequenza degli impegni di spesa autorizzati per le rette di affidamento di minori in strutture semiresidenziali (intervento educativo domiciliare e spazio neutro) mostra sempre presenti ai primi due posti la Progetto ’92 (Trento) e l’Associazione Bettini Girella (Rovereto), poi la Comunità Murialdo (Trento) leggermente distaccata. A seguire altri soggetti con quantità e valori notevolmente inferiori. Sembra infatti che nel 2014, leggendo gli impegni di spesa dei tre quadrimestri, lo spazio neutro sia stato affidato solo alla Progetto ’92 mentre l’intervento educativo domiciliare solo ai tre soggetti sopra elencati se si esclude un trascurabile incarico di 60 h a Casa Mia (Riva d/Garda), alquanto marginale sul monte ore totale.
Risulta anche elevata la variabilità dei costi delle rette orarie. Per lo spazio neutro si passa dai 50 €/h della Progetto ’92, ai 45 €/h della Casa Mia, ai 30,85 €/h della Kaleidoscopio (Trento), fino ai 25 €/h dell’Associazione provinciale per i minori onlus (Trento). Per l’intervento educativo domiciliare invece le differenze sono meno marcate oscillando tra un minimo di 26 €/h della Casa Mia (Riva d/Garda) ai 28,50 €/h della Progetto ’92.                       Si noti che alcune organizzazioni sopra citate godono di sostanziosi contributi provinciali sia in conto capitale (ad esempio per il 2013 quello più elevato è stato di 180.000 € per la Progetto ’92) sia per attrezzature, apparecchiature ed arredamenti per lo svolgimento delle proprie attività (ad esempio per il 2013 i più elevati sono stato di 91.244,15 € per la Si Minore e 45.982,43 € per la Comunità Murialdo). Inoltre altre fanno parte di progetti come quello “madre-bambino” per i quali il totale posti disponibili è di 28 che sono affidati a Casa Padre Angelo (11 su progetto + 2 di emergenza), a Fondazione Famiglia Materna (6 su progetto) e a Punto d’Approdo (7 su progetto + 2 di emergenza) per un
totale finanziamento nel 2014 da parte della Provincia di oltre 1,4 milioni € (Casa Padre Angelo 615.850 €, Fondazione Famiglia Materna 281.105 € e Punto d’Approdo 523.350 €).

Infine si evidenziano altri casi nei quali alcuni enti sono finanziati per attività aggiuntive inerenti alle esigenze dei minori come nel caso dell’Associazione Bettini Girella che sembrerebbe aver ricevuto dal Comune di Rovereto circa 195.000 € per un progetto triennale denominato “Ali di gabbiano” volto alla realizzazione di percorsi individualizzati di formazione-lavoro in ambito scolastico e di sostegno educativo-formativo di orientamento alla cittadinanza attiva in ambiti extrascolastici ed extralavorativi, a favore di adolescenti e giovani residenti nel territorio comunale.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. i motivi per i quali dopo molti anni non si è ancora riusciti ad attuare le norme
sull’accreditamento della L.P. 13/2007,
2. se si ritenga ancora corretto e giustificato l’affidamento diretto e il modus operandi di
assegnazione degli incarichi utilizzato dalla PAT e dai suoi enti locali,                                        3. le giustificazioni per le differenze e gli squilibri osservati in generale e nell’esempio del Comune di Rovereto,
4. le componenti di costo che formano le tariffe delle rette orarie richieste alla PAT e, se
disponibili, anche al Comune di Rovereto, per i due servizi erogati dai soggetti sopra citati,
5. quali metodologie sono utilizzate dalla PAT per verificare l’effettiva erogazione del servizio e se conosce la quota necessaria giornaliera per ogni singolo ospite, con e senza
emergenza, nel caso ad esempio dei progetti “madre-bambino” e dei progetti come “Ali di
gabbiano”,
6. quando, quanti e quali verifiche sono state effettuate dalla PAT presso i soggetti sopra citati
in osservanza delle norme sulla vigilanza ex L.P. 13/2007,
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. prov. Filippo Degasperi

 Testo risposta

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