Caso Fortuna: il Garante Campania denuncia “l’abbandono istituzionale”per contrastare gli abusi sui minori. Skytg24.

Da parte del Garante Campania la denuncia della assoluta mancanza di serietà degli interventi da parte dello Stato per contrastare gli abusi sui minori

Non è una situazione felice. A brevissimo presenterò un dossier sugli abusi intra-familiari nella regione Campania, in particolare sull’incesto: ci sono addirittura interi quartieri dove questa attività è elevata a normalità. Non è una situazione semplice e non è solo la situazione di Caivano. Purtroppo abbiamo molte situazioni dove non è facile indagare, dove è difficile avere la collaborazione della cittadinanza e di alcuni enti”.

Questa la sconvolgente dichiarazione rilasciata Garante dell’Infanzia della Campania – Cesare Romano – al giornalista Paolo Chiariello davanti alle telecamere di SkyTg24, dopo essere stato interpellato in merito alla tragica morte della piccola Fortuna Loffredo avvenuta in quello che è stato ormai ribattezzato “il condominio degli orrori”: isolato 3 Parco Verde di Caivano.

Ci sarebbero dunque interi quartieri dove gli abusi sui minori avverrebbero di continuo senza però suscitare alcun clamore mediatico, mancando in queste vicende l’omicidio. Il Garante ha anche aggiunto che avrebbe già denunciato il fenomeno, a suo parere emergenziale, alle Autorità dalle quali però non avrebbe ricevuto un concreto riscontro. In particolare il Garante, rispondendo alla domanda su quanti fondi avrebbe disposizione, ha spiegato di avere “risorse ridicole, 30mila euro all’anno per gestire un ufficio intero e tutte le attività del Garante”. In sostanza la morte di Fortuna ha costretto le Istituzioni, nazionali e regionali, a dover giustificare il non aver mai affrontato, con la dovuta serietà, il problema.

Sembra che al Garante Campania, nel 2015 siano arrivate 150 segnalazioni di disagio minorile ma ovviamente da quello che lo stesso lascerebbe intendere – menzionando “interi quartieri” – si tratterebbe solo di una minima parte dei casi esistenti.

Certo è che nella vicenda della piccola Fortuna, andando oltre la fitta coltre di ignobile omertà del contesto familiare e di vicinato, viene naturale domandarsi “dove diamine” fossero tutti quegli ausili che le istituzioni sono solite sguinzagliare spietatamente alle calcagna dei “conflittuali” genitori separati (assistenti sociali, psicologi, psichiatri, educatori e vari operatori di ogni ordine e grado), ausili che in questa orrenda narrazione risultano essere personaggi incredibilmente… latitanti.

[ Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/05/04/garante_caivano.html ]

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