Tribunale sotto la lente, interrogazione a Orlando. Altra richiesta di ispezione al ministro di Giustizia.

ROVERETO 13 maggio 2016

Iniziativa del gruppo Misto, nel mirino l’affido contestato di un minore.

Il tribunale di Rovereto di nuovo sotto la lente del gruppo Misto alla Camera dei deputati, dove i deputati hanno depositato una interrogazione al Ministro della Giustizia Andrea Orlando per chiedere per la seconda volta nell’arco di sette mesi se non reputi opportuna un’ispezione sull’attività nel palazzo di giustizia lagarino.

Ancora una volta il primo firmatario è il deputato Tancredi Turco (legale, ex M5s, membro della Commissione Giustizia) e, ancora una volta, tutto ruota attorno alla singola vicenda di un affido di un minore. Una delle tante vicende dolorose che vedono i figli, spesso molto giovani, al centro delle contese giudiziarie tra i genitori separati.

A rendere particolare questo specifico caso, secondo i parlamentari, il fatto che la sentenza secondo il tribunale roveretano, che ha decretato l’affido esclusivo alla madre, permettendo al padre solo dei momenti di incontro con il figlio sotto l’osservanza degli operatori sociali (all’interno dei cosiddetti “spazi neutri”, pratica che parte della ricerca scientifica recente ha definito dannosa per i minori se perpetrata nel tempo) sia stata presa, dichiarava Turco nella prima interrogazione, discendendo direttamente dalla perizia di uno psichiatra trentino.

Un professionista, sosteneva all’epoca il parlamentare, scelto dal tribunale “senza usare la normale prudenza” e sull’operato del quale i deputati sollevavano numerose perplessità.

Oggi la tematica viene riproposta con una nuova interrogazione ad Orlando. Un nuovo atto parlamentare che muove dal recente provvedimento della Corte di Appello di Trento, cui il padre del bambino in questione si era rivolto per contestare la sentenza di primo grado. “La Corte di Appello di Trento – scrivono i parlamentari – a cui la parte che si riteneva lesa dalla suddetta si era rivolta, avvalorando i forti e documentati dubbi sulla liceità della sentenza di primo grado della nostra precedente interrogazione, ha deciso anche lei di valutare, disponendo una nuova CTU (consulenza tecnica d’ufficio ndr), se sussistano i presupposti per un affidamento condiviso del minore, e quindi chiarire l’operato del tribunale di primo grado e della precedente perizia”.

“Stante questi nuovi fatti, che avranno sicuramente grande rilievo sulla sensibilità dell’opinione pubblica trentina – concludono i parlamentari – chiediamo se si ritenga opportuno, dopo la nuova valutazione della suddetta Corte di Appello di Trento, di avere al più presto una risposta alle nostre interrogazioni per avviare eventuali urgenti iniziative ispettive presso il tribunale di Rovereto”.

La precedente interrogazione parlamentare

Quotidiano l’Adige 13 maggio 2016

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