Il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Trento: i minori collocati in comunità sono tre volte di più di quelli in famiglia; si investa di più sull’affidamento in famiglia.

DDL 46/XV  presso P.A.T: audizioni d.d. 01 giugno 2016

Il Tribunale dei minori: si investa di più sull’affidamento in famiglia.

Il presidente del Tribunale per i minorenni di Trento, Paolo Sceusa, ha evidenziato che sia sotto il profilo dei costi a carico delle amministrazioni pubbliche sia, soprattutto, dal punto di vista dei bisogni relazionali e affettivi dei bambini e dei ragazzi, il loro collocamento all’interno di nuclei familiari, meglio ancora se parentali, è sicuramente preferibile al collocamento in comunità. La sostenibilità economica del collocamento in comunità riguarda anche il pagamento delle rette poste a carico degli adulti tenuti al mantenimento del minore. Ma ancor più del problema economico è soprattutto per il minore separato dalla propria famiglia che sarebbe ideale il collocamento in un’altra famiglia, a causa della turnazione cui è soggetto il personale delle comunità, che espone il minore ad una carenza di quei riferimenti che sono la caratteristica propria della famiglia. “Il minore infatti ha un diritto primario alla continuità affettiva. Ecco perché – ha sottolineato Sceusa – bisognerebbe rimettersi sulla strada di una maggiore implementazione di questi nuclei familiari disponibili all’accoglienza. Nuclei – ecco la difficoltà – non semplici da individuare e che vanno necessariamente informati e formati anche dal punto di vista delle responsabilità educative nei confronti del minore”. E che vanno anche sostenuti economicamente dall’ente pubblico. In questo caso i costi, ha precisato Sceusa, sono comunque inferiori a quelli del collocamento in comunità. “La sostenibilità maggiore si verificherebbe solo dopo un investimento sulle famiglie che potrebbero accogliere i minori”.

Il presidente del Tribunale per i minori ha giudicato apprezzabile il ddl  per gli interventi migliorativi che prevede e che contengono specificazioni utili senza stravolgere l’impianto normativo esistente, soprattutto per le informazioni che la Carta dei servizi garantirebbe agli utenti, per i requisiti professionali richiesti al personale sia dipendente sia volontario delle comunità minorili.

 I minori collocati in comunità sono tre volte di più di quelli in famiglia.

 Il presidente del Tribunale ha infine segnalato che i minori collocati all’interno di nuclei familiari nel Trentino risultano essere meno di un terzo di quelli collocati nell’ambito di comunità. In queste ultime fino al 30 giugno 2015 il numero di minori accolti è pari a 201, per 127 dei quali il collocamento è stato disposto dall’autorità giudiziaria, per 58 con il consenso dei genitori mentre, sempre nelle comunità, sono 16 i minori non accompagnati richiedenti asilo. Questi ultimi oggi sono ovviamente destinati a crescere.

Fonte Provincia autonoma di Trento

 

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