CEDU caso Strumia: separato dalla figlia 7 anni, Italia condannata.

I tribunali italiani si sono limitati a porre in essere misure stereotipate ed automatiche, scrive la Corte di Strasburgo, concorrendo così a compromettere in maniera definitiva il legame familiare.

Nel caso Strumia l’Italia dovrà risarcire 15.000 ad un padre fiorentino separato dalla figlia per oltre 7 anni, senza che le autorità riuscissero ad eseguire l’ordine giudiziario di contatto padre-figlia.

Il parere della Cedu sul caso

I tribunali italiani si sono limitati a porre in essere misure stereotipate ed automatiche, scrive la Corte di Strasburgo, concorrendo così a compromettere in maniera definitiva il legame familiare, sul quale il tempo trascorso senza mantenere i contatti cagiona conseguenze irrimediabili.
Peraltro, i giudici europei attribuiscono all’Italia responsabilità totale e valutano il comportamento delle autorità statali non giustificabile dal fatto che, nel caso specifico, il problema fosse stato causato dalla condotta ostile dell’ex-coniuge.
Il nostro Paese si ritrova quindi a dover rispondere della violazione della Convenzione.

Strumia contro Italia

Alessandro Strumia e’ un cittadino italiano che dal maggio 2007 non riesce a vedere la figlia. Infatti, il 1° maggio 2007 la moglie ha lasciato la casa coniugale, portando con se la figlia; la madre sostenne che il padre aveva maltrattato e abusato sessualmente della figlia: egli fu assolto da ogni accusa nel 2009. Intanto il Tribunale dispose degli incontri protetti tra padre e figlia, ma questi non si svolsero mai per l’opposizione della madre; gli assistenti sociali constatarono inoltre che la figlia non voleva piu’ vedere il padre, che era a lui ostile e che la madre voleva separare padre e figlia. Nel 2009 la Corte d’Appello ha disposto l’affidamente della figlia ai servizi sociali, pur continuando a vivere dalla madre ma con espressa previsione che, se necessario, possa essere rimossa dalla casa materna; inoltre, ha previsto lo svolgimento di incontri tra padre e figlia. Ad oggi il procedimento e’ pendente davanti alla Corte di Cassazione. Inoltre il sig. Strumia ha denunciato la ex moglie per inottemperanza agli ordini delle autorita’ giudiziarie e per maltrattamenti su minore, ma anche questo procedimento e’ ad oggi pendente.

Oggi il sig. Strumia accusa lo Stato italiano di non avergli assicurato, per oltre 7 anni, di vedere sua figlia, di non aver dato esecuzione alle decisioni delle giurisdizioni nazionali, che prevedevano incontri padre-figlia, di aver cosi’ consentito alla madre di inimicargli la figlia e infine di non aver perseguito adeguamente la madre per le sue condotte.

Strumia contro Italia 53377/13

 

 

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