Panorama: cari compagni, sul Forteto vi accuso.

Paolo Bambagioni, presidente pd della commissione d’inchiesta sulla comunità toscana: «Processato dal mio partito».

Panorama 13 luglio 2016

La Corte d’appello di Firenze sta processando più di 40 anni di abusi sessuali e di maltrattamenti su minori all’interno della comunità il Forteto, nel Mugello, che quei minori riceveva in affido dal Tribunale di Firenze con la complice disattenzione degli apparati giudiziari, sociosanitari e politici toscani. In attesa della sentenza di secondo grado (prevista per il 14 luglio) a carico del leader della comunità Rodolfo Fiesoli e dei suoi sodali, sotto processo politico è però finito Paolo Bambagioni, 54 anni, dal 2010 consigliere regionale toscano del Pd e dal 2015 presidente della Commissione d’inchiesta sul Forteto.

Quanto è emerso dalle indagini della commissione, che nella relazione finale ritiene di avere individuato le responsabilità politiche (e forse anche penali) del «sistema Toscana», avrebbe dovuto suggerire il mea culpa a chi di quel sistema fa parte. Invece no. Per tutto questo, Panorama ha voluto ascoltare la versione di Bambagioni. Che non fa un passo indietro: «L’intento di Fiesoli» conferma il presidente «era creare un sistema che godesse di forte credibilità per attenuare i controlli. Dovendolo fare in Toscana, si era fatto spazio all’interno di quelle che sono le figure istituzionali che stanno al governo, quindi nel centrosinistra».

Spiega Bambagioni: «C’era un humus ideologico favorevole, ed era un sistema che si autoalimentava: al Forteto ci andava il politico, in visita o a chiudere una campagna elettorale; c’è stato anche l’ex presidente della Regione Claudio Martini; ci andavano autorità a livello pedagogico e parlamentari; ci andavano anche i giornalisti e si formavano amicizie. Io ci vedo un livello nazionale e regionale di colpevole superficialità».

Per Bambagioni è evidente che le istituzioni locali abbiano stretto i rapporti più forti.

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