Giustizia minorile: Orlando emana direttiva rapporti con privato sociale e comunità d’accoglienza. “Allontanamenti facili” meno facili e diritti civili più civili?

“Allontanamenti facili” meno facili e diritti civili più civili con la direttiva del Ministro Andrea Orlando?
Noi riteniamo di sì! e plaudiamo all’iniziativa ritenendola per certi concetti espressi una dura reprimenda e un chiara manifestazioni di intenti rivolta alle istituzioni preposte alla protezione e alla tutela dei diritti dei bambini di minore età.

Tanti messaggi e precise indiczioni da parte del Ministro Orlando nella direttiva trasmessa al Capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.
Neanche sottesi con l’utilizzo della parola “tuttavia” che collega il terzo settore accreditato all’accoglienza minorile; alla necessità di vigilanza rispetto alle incompatibilità dei giudici onorari minorili previste dal CSM; all’esigenza di una ricognizione dei metodi di selezione dei contraenti e di costante verifica della qualità dei servizi resi rispetto a costi, talvolta esorbitanti, che vengono sostenuti dal Ministero e dagli Enti territoriali.
In estrema sintesi una decisa presa di posizione che esprime un concetto molto chiaro, che sicuramente pone un interrogativo quando afferma “La direttiva ministeriale si è resa necessaria dopo una approfondita disamina della situazione in cui versa in questo momento storico il mondo della giustizia minorile.”

Giustizia minorile: Orlando emana direttiva rapporti con privato sociale e comunità d’accoglienza

 Roma 6 ottobre 2016

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, con direttiva trasmessa al Capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Francesco Cascini, riguardante i rapporti tra la giustizia minorile e il privato sociale e comunità di accoglienza, chiarisce che:

– Il Dipartimento, al fine di assicurare economicità, trasparenza ed efficienza alle attività ad esso demandate, provvederà ad esercitare un’attenta vigilanza sul rispetto delle norme introdotte dal nuovo Codice degli Appalti nell’affidamento di servizi a cooperative o altri enti analoghi, dettagliando procedure e stabilendo percorsi di standardizzazione e contenimento dei relativi costi;

– i collocamenti in comunità disposti dall’autorità giudiziaria nel corso di procedimenti penali, dovranno essere effettuati dai Centri di Giustizia Minorile garantendo la massima trasparenza nella scelta della struttura secondo criteri obiettivi predeterminati, derogabili solo, previa autorizzazione del Dipartimento, in casi di necessità ed urgenza adeguatamente motivati;

– il Dipartimento, svolgerà un costante controllo sulle assegnazioni dei minori in Comunità in area penale attraverso un adeguato sistema informatico in fase di perfezionamento e in collaborazione con l’attività svolta dall’Ispettorato generale;

– il Dipartimento al fine di ricavare informazioni sullo stato di attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, anche in ambito civile ed amministrativo, aventi ad oggetto l’ inserimento di minori in strutture comunitarie, procederà ad una ricognizione dei risultati del potere ispettivo esercitato dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni. Parimenti, verranno assunte informazioni presso i Presidenti dei Tribunali per i Minorenni sugli esiti dell’attività di vigilanza sulle incompatibilità dei giudici onorari minorili previste dal CSM al fine di monitorare l’effettivo perseguimento degli obiettivi di trasparenza e buon andamento propri dell’amministrazione della giustizia.

Tutti gli obiettivi sovraindicati saranno perseguiti anche avvalendosi della preziosa collaborazione nella individuazione di elementi di valutazione e di criticità del sistema di tutela dei minori, del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La direttiva ministeriale si è resa necessaria dopo una approfondita disamina della situazione in cui versa in questo momento storico il “mondo della giustizia minorile”. Il privato sociale e il complesso delle cooperative sociali forniscono un rilevante contributo allo sviluppo ed alla crescita del sistema di accoglienza, sostegno e sviluppo dei percorsi di reinserimento dei minori. Tuttavia, è apparsa urgente l’esigenza di una ricognizione dei metodi di selezione dei contraenti e di costante verifica della qualità dei servizi resi rispetto a costi, talvolta esorbitanti, che vengono sostenuti dal Ministero e dagli Enti territoriali. Il Ministero ha il dovere di svolgere una attenta azione di coordinamento dei controlli e di verifica costante su procedure, prassi e costi con l’obiettivo di accompagnare e sostenere l’azione della magistratura finalizzata alla protezione e alla tutela dei diritti dei minori.

Il Ministro Orlando, pertanto, evidenzia espressamente che “il ricorso a operatori esterni dovrà essere tendenzialmente riservato alla realizzazione di specifiche attività progettuali finalizzate al recupero e al reinserimento dei minori e dei giovani adulti”, invocando, consequenzialmente, la “massima trasparenza” nella esecuzione dei provvedimenti di collocamento di minori nelle comunità nell’ambito di procedimenti penali. Sottolinea, infine, il Guardasigilli la necessità e l’urgenza di “controlli costanti e diffusi sulla adeguatezza dei servizi di tutte le comunità prescelte dall’Autorità Giudiziaria minorile”

Ministero della Giustizia

 

Incontro con il Ministro                                   https://centroantiviolenzabigenitoriale.com/incontro-con-il-ministro-di-grazia-e-giustizia-on-andrea-orlando/

Provincia autonoma di Trento                       https://centroantiviolenzabigenitoriale.com/progetto-pilota-ddl/

Il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Trento: si investa di più sull’affidamento in famiglia.                                                   https://centroantiviolenzabigenitoriale.com/2016/06/02/il-presidente-del-tribunale-per-i-minorenni-di-trento-i-minori-collocati-in-comunita-sono-tre-volte-di-piu-di-quelli-in-famigliasi-investa-di-piu-sullaffidamento-in-famiglia/