Garante Infanzia e Adolescenza regione Liguria: molti minorenni tolti alle famiglie senza motivo. Bisogna favorire al massimo il principio di bigenitorialità.

Bisogna favorire al massimo il principio di bigenitorialità. Purtroppo a noi è sembrato che qualche volta i servizi sociali non facessero tutto il possibile per salvare il rapporto tra un bambino e il padre e la madre. Eppure bisogna tentare fino all’esasperazione indipendentemente dalle colpe dei genitori. Occorre sopportare anche atteggiamenti non corretti verso le istituzioni, avere la pazienza di assorbire questi conflitti. Viene prima il bene del bambino».

Misura le parole Francesco Lalla, da ex Procuratore della Repubblica a Genova, ora nel ruolo del Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza per la Regione Liguria. Ma le accuse sono chiare: certi allontanamenti potevano essere evitati. «A volte basta protestare per una data di convocazione, ecco che il genitore viene visto male – aggiunge Dario Arkel, docente di pedagogia sociale e membro dell’ufficio del garante – e si trova contro una struttura che ha un enorme potere in un periodo di crisi economica in cui cresce il malessere in assenza di sussidi».

«Ci sono bravissimi assistenti sociali – aggiunge Lalla – ma come in ogni categoria ce ne sono di meno bravi». «C’è differenza – sottolinea Arkel – tra gli operatori di nuova formazione universitaria e quelli della vecchia generazione». Secondo l’ufficio del Garante, quindi, quando si innesca il meccanismo della segnalazione, dell’intervento dei servizi sociali, del Tribunale, degli avvocati ovvero delle perizie spesso contraddittorie, ognuno ha il proprio esclusivo interesse e il rischio è che ostacoli la soluzione dei problemi.

«Intanto il bimbo diventa maggiorenne non si sa come». «La Corte Europea ha sanzionato parecchie sentenze dei Tribunali italiani, non quello di Genova, perché non si è fatto tutto il possibile per conservare al minore l’ambiente educativo familiare» ricorda il Garante. Nel 2016 non diminuiscono le segnalazioni al Garante legate all’affido ai Servizi sociali: per il futuro si spera nella convenzione appena stipulata con l’Ordine regionale degli Assistenti sociali.

Tra il 2013 e il 2016 sono state 656 le segnalazioni di cui 310 non di competenza del Garante, 230 approfondite e 116 prese in carico. Nel 2015 ne sono arrivate 106 di cui 37 prese in carico. Le criticità riguardavano soprattutto i rapporti tra la famiglia e le istituzioni (30), per lo più servizi sociali e tribunale dei minori. In 20 casi il garante ha avviato una mediazione fra le parti, in altri 10 ha rivolto una raccomandazione alle amministrazioni competenti, 6 le situazioni risolte:«Fa piacere che due genitori si stringano la mano davanti al loro bambino dopo non essersi guardati nemmeno in faccia per anni» racconta Lalla. Nel 2016 sono 111 le segnalazioni e 36 i casi presi in carico. Aumentano le difficoltà incontrate dai bambini presso istituti scolastici e scuole materne, anche in termini di accesso.

 

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