Padri separati: Mestre, Denis ospite di “Storie Vere.”

Padri separati: Mestre, Denis ospite di “Storie Vere”insieme alla sua cagnolina, racconta la sua storia e come vivono in un ex spogliatoio di calcio, ora abbandonato.

 

“Storie Vere” -video –  Denis, padre separato, racconta la sua storia e come vive oggi in un ex spogliatoio di calcio, oggi abbandonato.

Il suo sogno è una stanza con un bagno dove poter vivere.
“E’ una cosa insostenibile che io possa continuare a vivere dove sto vivendo in questi giorni, in questi mesi.”
Scrivete per sostenere Denis e la sua cagnolina
storievere@rai.it

“Sono separato da molti anni, ho 4 figli. All’inizio sono stato in una casa per padri separati, pagavo 200 euro al mese. Ma poi il Comune non ha rinnovato la convenzione con l’associazione dei padri separati, destinando quegli stessi locali all’accoglienza delle madri sole con figli. Successivamente, per un po’ ho vissuto in una pensione ma, quando sono stato licenziato, non ho potuto più permettermela. Ora dormo al gelo in un ex spogliatoio calcistico abbandonato; solo l’amore della mia cagnolina (regalo della figlia) mi ha impedito di compiere un gesto estremo.”

 

MESTRE – «Se non avessi Maya, questa cagnolina che mi regala tanto affetto e non mi lascia mai credo che avrei già potuto farla finita». Pesano come macigni le parole di Denis Spolaor, 55 anni, mestrino, padre di 4 figli separato, che dorme da settimane dentro lo spogliatoio abbandonato in via Grassi. Un uomo disperato ma pieno di dignità. Fino ad oggi ha provato ad uscire da solo dai problemi, ma è arrivato il momento di chiedere aiuto: cerca un lavoro che gli consenta di pagarsi una stanza con un bagno dove dormire.

«Il mio calvario dura da quasi 10 anni, quando per la prima volta ho deciso di andarmene da casa e da mia moglie con la quale abitavo assieme ai miei 4 figli» racconta Denis. Ci sono stati periodi in cui tornava a casa, ma poi dovevo andarmene di nuovo. Nel 2013 la separazione e per Denis inizia un’altra storia: dopo pochi mesi perde il lavoro, finisce in disoccupazione e deve pagare gli alimenti alla moglie con uno dei figli ancora minorenne. «Assieme a un amico prima ho trovato una sistemazione a Portegrandi in una locanda dove pagavo 25 euro a notte – continua Denis M- a quando la quota della disoccupazione ha iniziato a ridursi non ce la facevo più a permettermi la stanza anche se facevo qualche lavoro saltuario».

«Chiedo solo una stanza dove poter dormire con Maya che in questo momento è la cosa più bella e buona che ho» conclude.

Fonte Il Gazzettino

 

ph Il Gazzettino

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