Allontanamenti facili: vittime senza giustizia, crimini senza criminali. Ospitiamo l’avvocato Salvatore Di Grazia.

Allontanamenti facili: vittime senza giustizia, crimini senza criminali. Ospitiamo l’avvocato Salvatore Di Grazia, con il Suo prezioso contributo volto a far emergere la problematica afferente alle distorsioni della giustizia minorile.

“Genitori vittime di una mala giustizia minorile, avvocati che per esperienza professionale denunciano le storture del sistema giudiziario, costituito dalla simbiosi tra giudici minorili e Servizi Sociali, da anni sollevano il problema della negazione di una effettiva tutela dei diritti dell’infanzia. Inutilmente si ripropongono rilevazioni di criticità circa le prassi adottate, non tanto per evidenziare singoli casi, ma per avere spunti di riflessione ed ipotesi di lavoro su un tema che dovrebbe essere inteso come una vera emergenza nazionale. Le circostanziate denunce della malaprassi vigente sono liquidate con un malcelato fastidio da parte, soprattutto, degli operatori sociali i cui interventi nel dibattito si risolvono in reazioni livorose. Anche quando non si perviene a questi eccessi, la denuncia dei casi di allontanamento viene giustificata beffardamente come il “frutto di una crescente sensibilità” . Altri liquidano queste denunce come una sorta di caciara da evitare . Questa emergenza nazionale, che nasce dalla esperienza di migliaia di casi, ha delle cause ben precise, burocratiche ideologiche, di interesse ed utilità personale. Alla radice sta l’ambiguità originaria del giudice minorile quale previsto dalla legge istitutiva dei tribunali per i minorenni. Il giudice minorile, infatti, non è un “giudice terzo” bensì parte del processo con la funzione di garante dell’interesse del minore. Ne consegue la unilateralità di giudizio che prescinde dalle ragioni addotte da tutte le parti in causa. Le norme del “giusto processo” sono vanificate dall’abdicazione dei magistrati minorili a favore di operatori sociali i quali esercitano la loro discrezionalità amministrativa senza la responsabilità conseguente le proprie azioni. Il binomio Assistenti Sociali/Giudici Minorili, risolvono i casi mediante la interpretazione” del comportamento e delle emozioni piuttosto che sull’accertamento dei fatti. La statuizione provvisoria – e quindi non impugnabile – viene mantenuta per anni, anche dopo che le accuse si rivelano infondate, determinando nei minori un traumatico distacco affettivo dal genitore con conseguenze devastanti sulla loro evoluzione psicologica come ben documentato da una seria e copiosa letteratura scientifica nazionale ed internazionale . Un’altra, determinante concausa consiste nella degenerazione del ruolo dei Servizi sociali, della trasformazione del ruolo di aiuto e sostegno in una sorta di sentinella stanziata sul territorio incaricata a cogliere ogni allarme di disagio o abuso intrafamiliare. L’ossessionante allarmismo giustifica e legittima l’operato, al di fuori di qualunque controllo, di organismi preposti alla cosiddetta “tutela del minore” . Il Servizio, cioè, senza smettere i panni dell’erogatore di sostegno a chi ne fa richiesta, agisce contemporaneamente a scopi indagatori, per acquisire informazioni in base allee quali il giudice emette i suoi provvedimenti. Capita di vedersi sospeso dal ruolo di genitore anche senza una consultazione, d’ufficio. Gli assistenti sociali hanno la totale gestione del minore. Molti hanno perso i contatti per anni con i loro figli, istituzionalizzati in altre città o in luoghi di cui non viene fornita localizzazione. Quando il decreto di sospensione emesso dal tribunale è provvisorio, non consente ai genitori di ricorrere in appello. Si può andare avanti per anni senza alcuna possibilità di contraddittorio e difesa dalle accusa che hanno determinato il provvedimento. Non vengono accolte prove, non vengono sentiti testimoni: valgono esclusivamente le insindacabili relazioni degli assistenti sociali e le perizie dei consulenti psichiatrici, in linea con le aspettative del magistrato. Un altro fattore della degenerazione del sistema è la discrezionalità amministrativa condizionata dal timore del rischio .

In sintesi, la “tutela dei diritti del minore”, così come finora attuata, determina queste conseguenze:
• interruzione dei legami familiari ricorrendo a perizie e valutazione ideologicamente orientate, ed uso strumentale del concetto “supremo interesse del minore”. Per vedersi sottrarre un figlio basta intravedere una difficoltà ad interagire con i coetanei, eccessiva aggressività, inappetenza, linguaggio sboccato, tutto quel che può essere interpretato come sintomo di disagio. Difendere i minori è un dovere assoluto, ma l’approssimazione, lo standardizzare una procedura, significa correre il rischio di commettere errori gravi, veri atti disumani.
• circa 32.000 i minori “ospitati” presso istituti affidatari su decreto dei TM. Per ciascuno minore si versa una quota di 100-150 euro al giorno, per un totale complessivo annuale di circa mille milioni di euro a carico della collettività ( fonte Osservatorio Nazionale Famiglie Separate – Gesef). Dal varo della legge 285 del 1997 che stanzia annualmente centinaia di miliardi per garantire e tutelare i diritti dell’infanzia, si sono quintuplicati i centri di accoglienza, gestione e trattamento dei disagi minorili. Un’armata fatta di servizi sociali territoriali, migliaia di operatori formati e retribuiti con fondi pubblici, una schiera di avvocati e di psicologi, che non troverebbero altrimenti spazio sul mercato del lavoro professionale già saturo, traggono dalle conseguenze giudiziarie della conflittualità tra ex coniugi e del disagio minorile una inesauribile fonte di prosperoso guadagno. Dietro gli enormi interessi economici che ruotano intorno alla “tutela del minore” possano celarsi lobbies di potere, serbatoi di voti, per un business che nulla ha a che vedere con la tutela dei minori.
• la Corte di Strasburgo ha condannato innumerevoli volte l’Italia – che risulta il primo Paese europeo della lista – per violazione dei diritti umani, sanzionando pesantemente l’operato di alcuni TM.”
Avvocato Salvatore Di Grazia

Garante Infanzia e Adolescenza Minori fuori famiglia: raccolta dati sperimentale elaborata con le Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni