Due padri, tre figli: stessa storia, stesso epilogo, scritto dalla stessa madre

Fuggita in Francia senza aspettare l’autorizzazione del giudice, ora è “bollata” dell’accusa di sottrazione internazionale di minori

Torino gennaio 2016.

Tre bimbi contesi tra i padri e la madre.

Lei è francese loro piemontesi e “alleati” in una vicenda surreale. La donna dopo le violenze subite da uno dei suoi due ex era fuggita con i piccoli in Francia. I bambini riportati in Italia nel giorno dell’Epifania dalla gendarmeria.

Dopo le violenze subite era fuggita con i piccoli in Francia. Per questo è fuggita nel suo paese d’origine senza aspettare l’autorizzazione del giudice, e per questo ora è “bollata” dall’accusa di “sottrazione internazionale di minori”. Ma i suoi due “ex” si sono alleati fra loro per poter far rientrare i figli in Italia. E ce l’hanno fatta. Ora i giudici hanno disposto il reimpatrio forzato dei tre minori dalla Francia, sulla base del diritto dei bambini ad avere un rapporto stabile con i rispettivi padri. Da gennaio due sono tornati a vivere a Salice d’Ulzio, la più piccola ad Alessandria. E ora la donna francese, per poter stare di nuovo con i suoi figli, si trova costretta a tornare a vivere in Italia: deve prendere la residenza qui, trovarsi un lavoro e poi una casa per avere un luogo in cui continuare a crescerli. Intanto continua una battaglia legale esasperata e paradossale, che da anni si sta svolgendo in tribunali diversi, a Torino, Alessandria, a Lille e a Parigi, dove gli adulti tentano ogni carta possibile per ottenere i bambini con sè.

I magistrati si muovono nel tentativo di far rispettare il diritto e il dovere di ciascun bambino ad avere un rapporto stabile e sereno con una mamma e un papà. La“bigenitorialità”. Ma nel frattempo, tra centinaia di chilometri di distanza, lingue diverse, procure e tribunali differenti, i giudici competenti si trovano a districarsi tra denunce e controdenunce di ogni tipo nel tentativo di far cadere la genitoralità altrui. Mentre i due uomini si fanno forza della fuga della donna all’estero con i minori, lei mostra i risultati dei procedimenti penali scattati nei confronti del suo secondo compagno, alla base del suo ritorno in Francia. L’uomo è stato condannato in primo grado a due mesi per lesioni, per aver colpito il figlio che lei ha avuto dal precedente marito, al volto. E a febbraio per lui comincerà anche il processo per maltrattamenti nei confronti della donna (lei è assistita dall’avvocato Michele Polleri): violenze e vessazioni quando ancora vivevano ad Alessandria tutti sotto lo stesso tetto, che avevano portato anche a un provvedimento cautelare di allontanamento per sei mesi dell’uomo dall’abitazione, per evitare che lui la picchiasse ancora. Anche i giudici torinesi del riesame avevano confermato quel provvedimento, sottolinenado un’ inclinazione alla violenza. Accuse pesanti, quelle della madre, su cui non c’è ancora stato un verdetto definitivo. I due padri, uniti nella battaglia contro Sarah, tempo fa si erano anche rivolti alle “Iene”, dando una versione molto diversa della vicenda. Sostenendo di essere loro le vittime di una donna che si era inventata tutto, con l’unico scopo di portarsi via i figli. Saranno i giudici a stabilire chi abbia torto o ragione, e con chi debbano stare i tre bambini. Una cosa è certa. Se è difficile gestire una separazione conflittuale quando ci sono in mezzo dei minori, trovarsi ad affrontarne due insieme, per di più tra l’Italia e la Francia, significa moltiplicare rabbia e disperazione al quadrato.

SARAH MARTINENGHI

 

FONTE: La Repubblica

 

Vedi anche:

Quotidiano ‘La Repubblica’, 22 gennaio 2017 – Parla la madre dei bimbi contesi dai due padri

Le Iene – puntata del 10 aprile 2016