Sottrazione internazionale: madre deceduta, figlio ai nonni. Interviene Marco Di Marco dell’associazione Sottrazione Slovacchia sul caso di Alessandro, papà bolzanino

Di Marco: caso più grave che ci sia capitato

Bolzano, 29 gennaio 2017 dalla cronaca del Corriere del Trentino

Chiede sconcertato Alessandro, che ha deciso di rendere pubblica la sua storia, l’ennesima, di sottrazione internazionale di figli di minore età, a pochi giorni dall’ udienza presso il tribunale di Trnava: ” tutte le convenzioni internazionali sono dalla mia parte, perchè non posso avere mio figlio?”

La madre, prematuramente deceduta, si era recata in Slovacchia con il bambino qualche mese dopo il parto a trovare i genitori, viene ricoverata in una clinica psichaitrica e, dopo il decesso,  i nonni ottengono l’affidamento del bambino. Inizia così, oltre due anni fa, il calvario del papà bolzanino per avere l’affidamento del figlio.

Dichiara Di Marco: ” il caso del piccolo Leonardo è il più grave che ci sia mai capitato. Il tribunale slovacco ritiene i diritti del padre inferiori a quelli dei nonni che, essendo anziani, non possono nemmeno occuparsi del bambino.”

La giustizia italiana si è dichiarata incompetente sul caso; all’udienza oramai prossima presenzierà un funzionario dell’ambasciata italiana a Bratislavia.

RB

I papà in lotta con la Slovacchia.

Alessandro: “ridatemi mio figlio”

Farnesina allertata per due casi bolzanini. Venerdì l’udienza a Trnava.

Qui di seguito l’articolo del Corriere del Trentino

BOLZANO «Voglio riavere mio figlio, qualcuno mi aiuti». É un grido disperato quello di Alessandro che da ormai due anni sta cercando di ottenere l’affidamento di suo figlio Leonardo che si trova in Slovacchia con i nonni. Un caso che è arrivato fino alla Farnesina tanto che venerdì prossimo — quando il tribunale di Trnava deciderà sull’affidamento del piccolo — in aula ci sarà anche un rappresentante dell’ambasciata italiana a Bratislava.

La storia ha inizio nel 2013 quando Alessandro, ex consigliere di circoscrizione del Pd a Oltrisarco, incontra Eva, una ragazza slovacca che lavora in Alto Adige. Qualche mese dopo la nascita del piccolo Leonardo la madre, affetta da una depressione post parto, si reca in Slovacchia a trovare i genitori. Dopo il suo arrivo la ragazza viene ricoverata in una clinica psichiatrica e il piccolo viene affidato ai nonni materni. Passa qualche settimana e la giovane Eva muore, investita da un treno. A quel punto il padre si reca in Slovacchia per riprendersi il bimbo ma i nonni, forti del provvedimento che affida loro il piccolo, si oppongono. Inizia così una battaglia giudiziaria che va avanti da ormai 2 anni.

«Tutte le convenzioni internazionali sono dalla mia parte. Perchè non posso riavere mio figlio?» si domanda Alessandro, disperato. Chiede aiuto a parlamentari di tutti gli schieramenti, all’ambasciata e pure al ministero degli esteri. «In tanti mi hanno detto che non si possono mettere in crisi i rapporti con la Slovacchia per un bimbo di tre anni» racconta il padre che si rivolge anche all’associazione «Sottrazioni slovacchia».

Il caso del piccolo Leonardo infatti non è isolato. Sono almeno 7 i casi dei minori italiani contesi. due quelli altoatesini. «Il caso del piccolo Leonardo è il più grave che ci sia mai capitato. Il tribunale slovacco ritiene i diritti del padre inferiori a quelli dei nonni che, essendo anziani, non possono nemmeno occuparsi del bambino» spiega Marco Di Marco, segretario dell’associazione che a ottobre del 2016 ha cambiato nome e statuto. «Visto che i caso sono tanti e non solo in Italia abbiamo deciso di creare un’associazione internazionale coinvolgendo genitori francesi, inglesi, islandesi e pure un sudafricano» aggiunge De Marco.

Gli aneddoti che circolano nell’associazione fanno accapponare la pelle. Genitori che assoldano gorilla per riprendersi i bambini, padri che si rifugiano nelle ambasciate inseguiti da ordini di cattura internazionali. Un problema che anche la Farnesina conosce bene tanto che fu proprio il nostro ministero a fare pressioni perchè il Parlamento slovacco modificasse il diritto di famiglia. La riforma è arrivata nel 2015 ma non è ancora chiaro se il piccolo Leonardo potrà beneficiarne.

L’ultima parola spetta al Tribunale di Trnava — la giustizia italiana si è dichiarata incompetente — che venerdì si riunirà per decidere sul caso del piccolo Leonardo. In vista dell’udienza il padre ha deciso di rendere pubblica la sua storia e di lanciare un ultimo disperato appello alla Farnesina. «Basterebbe una telefonata di Alfano per sbloccare la situazione» dice Alessandro ricordando il caso di una bimba inglese risoltosi proprio la scorsa settimana.