Sottrazione Slovacchia: raccoglie l’appello del papà bolzanino l’On. Biancofiore, che interroga il Ministro. Duro Marco Di Marco: si chiamano sottrazioni internazionali, ma sono veri e propri rapimenti.

Fino adesso nessun governo italiano, dei vari che si sono susseguiti, ha aiutato mai concretamente per il ritorno in Italia dei nostri figli rapiti e sequestrati in Slovacchia

Trento, 1 febbraio 2017.

Chiarisce Marco Di Marco segretario generale dell’associazione International Child Abduction Slovakia già intervenuto sul caso del papà bolzanino che aveva deciso di rendere pubblica la sua battaglia per l’affidamento del figlio, appellandosi alle istituzioni, a pochi giorni dalla nuova udienza presso il tribunale di Trnava, che aveva già reso il piccolo orfano di genitore vivo, affidandolo ai nonni.

 Le dichiarazioni di Di Marco.
“ Fino adesso nessun governo italiano, dei vari che si sono susseguiti, ha aiutato mai concretamente per il ritorno in Italia dei nostri figli rapiti e sequestrati in Slovacchia, si parla di sottrazioni internazionali di minori, ma chiamiamoli con il loro vero termine rapimenti e sequestri internazionali di bambini , neanche è stato mai dato nessun aiuto concreto per garantire ai genitori italiani l’esercizio del diritto di visita verso i propri figli che vivono in Slovacchia.
Chiediamo al governo attuale di riportare in Italia i nostri figli e di far garantire i diritti di visita in Slovacchia, l’azione politico-diplomatica del governo italiano ha grosse possibilità di risolvere questo problema, come ha dimostrato in passato l’allora ministro degli esteri Franco Frattini, che con il suo intervento diretto e personale ha risolto diversi casi rimpatriando in Italia  i minori italiani rapiti all’estero.
Questo è previsto anche dall’articolo 18 della convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori che cita seguente testo:
“Le disposizioni del presente capo non limitano il potere dell’Autorità giudiziaria o amministrativa di ordinare il ritorno del minore in qualsiasi momento”
Come anche per il vero esercizio del diritto di visita da parte di un genitore con i figli residenti all’estero è previsto dall’articolo 21 della convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori  che cita seguente testo:
“Una domanda concernente l’organizzazione o la tutela dell’esercizio effettivo del diritto di visita, può essere inoltrata all’Autorità centrale di uno Stato
contraente con le stesse modalità di quelle previste per la domanda di ritorno del minore.Le Autorità centrali sono vincolate dagli obblighi di cooperazione di cui all’Articolo 7, al fine di assicurare un pacifico esercizio del diritto di visita, nonché l’assolvimento di ogni condizione cui l’esercizio di tale diritto possa essere soggetto.Le Autorità centrali faranno i passi necessari per rimuovere, per quanto, possibile, ogni ostacolo all’esercizio di detti diritti.Le Autorità centrali, sia direttamente, sia per il tramite di intermediari, possono avviare, o agevolare, una procedura legale al fine di organizzare o tutelare il diritto di visita e le condizioni cui l’esercizio di detto diritto di visita possa essere soggetto.”
Solo una un intervento decisivo e risoluto da parte del governo italiano può garantire un vero esercizio di visita, che sulla carta in base alla convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori è previsto, ma che nella realtà pratica allo stato  attuale viene nella maggior parte dei casi violato ed addirittura non concesso e negato dalle autorità slovacche, nella maggior parte dei casi sei ore al mese  in presenza della madre slovacca e non vieneneanche concesso al minore di trascorrere le vacanze con il padre italiano in Italia , cosa che in passato era concessa ed adesso non più.
Il governo italiano e gli altri governi stranieri devono insistere sulla procedura d’infrazione  e la diffida presso laCorte di Giustizia della comunità Europea contro la Slovacchia, l’unico strumento concretamente persuasivo, a disposizione dell’Europa, come ci spiega la nostra portavoce ufficiale della nostra associazione l’avvocatessa internazionale Dott.ssa Simona Mangiante, già legal advisor dell’ufficio del mediatore Europeo per le sottrazioni internazionali di minori presso il parlamento Europeo.
Ci auguriamo che il nuovo Presidente del parlamento Europeo Antonio Tajani, al quale come associazione abbiamo scritto risolva in Europa il dramma dei bambini rapiti in Slovacchia.
Oramai è trascorso un decennio da quando varie forze politiche di diversi schieramenti, chiedono la nuova legge sull’abrogazione dell’ormai inutile 574 bis c.p. e l’introduzione di un 605 bis c.p. , ovvero il reato di sequestro di persona, perchè il minore va considerato come una persona, questo permetterebbe di risolvere molti più casi poichè si attiverebbero subito i mandati di custodia cautelare e l’arresto Europeo/Internazionale.
Non chè la creazione della procura generale nazionale per le sottrazioni internazionali di minori fortemente voluta dall’allora ministro degl’esteri Franco Frattini, sul modello della procura di Vicenza che ha risolto il 90% dei casi di sottrazioni internazionali di minori.
L’associazione Figli sottratti del Presidente Paolo Pozza , insieme ad altre associazioni adesso, combattono da anni queste riforme, ma purtroppo anche dopo dieci anni , il problema dei minori rapiti all’estero non desta nessun interesse da parte delle forze politiche.”
Marco Di Marco
Segretario generale
associazione
International Child Abduction Slovakia ( ICASK )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corriere dell’Alto Adige 31 01 2017