adige minori fuori famiglia camera.jpgE’ l’Onorevole Eleonora Bechis -Alternativa Libera Possibile – a portare all’attenzione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “alcuni casi” ove, a detta del Difensore Civico e Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Trento “per carenza di fondi sono risultate prospettabili solo soluzioni residenziali.”

Della questione si era interressato il Consigliere Provinciale Filippo Degasperi – M5S – che aveva depositato nel luglio scorso una interrogazione con richiesta di risposta scritta.

Conferenza stampa Camera dei Deputati On Bechis Buffi Rosselli del Turco allontanamenti facili 10 12 2015

Scrive l’On Bechis:-“L’interrogante ritiene inumano e lesivo dei diritti dell’uomo questo approccio economico-burocratico a discapito del minore;
occorrerebbe acquisire elementi su quali siano i servizi sociali competenti per zona nei casi esposti dal difensore civico e se le decisioni prese dagli organi competenti circa la collocazione dei minori presso istituti residenziali siano state successive ad un’indicazione almeno di massima resa dal servizio sociale competente.”

 

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07083

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 529 del 25/11/2015
Firmatari
Primo firmatario: BECHIS ELEONORA
Gruppo: MISTO-ALTERNATIVA LIBERA-POSSIBILE
Data firma: 25/11/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 25/11/2015
 Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-07083

presentato da

BECHIS Eleonora

testo di

Mercoledì 25 novembre 2015, seduta n. 529

BECHIS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
a pagina 46 della relazione del difensore civico e garante dei minori della provincia autonoma di Trento per l’anno 2014 si evince in modo inequivocabile che «per carenza di fondi sono risultate prospettabili solo soluzioni residenziali, anche in casi in cui si sarebbero rivelate idonee soluzioni meno drastiche, di carattere semiresidenziale», dove per il termine «idonee» si deve intendere quello riferito all’interesse supremo del minore per la sua sana crescita psicofisica;
le scelte intraprese hanno visto il minore collocato in strutture residenziali facendo aumentare il livello di criticità non solo nel rapporto tra le parti genitori-istituzioni ma anche dal punto di vista della sofferenza degli attori coinvolti, ovvero i figli e i genitori, alimentando così la prassi istituzionale che porta alla disgregazione del legame affettivo;
è importante ricordare che le soluzioni adottate si riferiscono a collocazioni di minori presso strutture residenziali che fanno riferimento a quel capitolo degli allontanamenti dal nucleo genitoriale che si potevano evitare;
i cosiddetti «allontanamenti facili» sembrano stati necessari per un mero calcolo di natura economica causato dalla carenza di fondi ripartiti in base alle competenze amministrative tra provincia ed enti locali;
tale situazione potrebbe essere in contrasto con la legge n. 184 del 1983 «Diritto del minore ad una famiglia», la quale nel principio fondante garantisce al minorenne il diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia oltre a prevedere, nel caso in cui il minore sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, l’affido extrafamiliare come prima soluzione o, qualora questo non sia possibile e dunque come alternativa residuale, che venga inserito in una comunità di tipo familiare;
l’interrogante ritiene inumano e lesivo dei diritti dell’uomo questo approccio economico-burocratico a discapito del minore;
occorrerebbe acquisire elementi su quali siano i servizi sociali competenti per zona nei casi esposti dal difensore civico e se le decisioni prese dagli organi competenti circa la collocazione dei minori presso istituti residenziali siano state successive ad un’indicazione almeno di massima resa dal servizio sociale competente;
sarebbe opportuna chiarire anche quanti minori siano stati oggetto di soluzioni residenziali anche se si sarebbero rivelate idonee soluzioni meno drastiche, in quali enti accreditati siano stati collocati i minori e se i suddetti minori siano ad oggi ancora collocati presso le strutture sopra citate oppure, nell’ottica di soluzioni meno drastiche auspicate dal difensore civico, ne siano usciti;
analogamente, risulterebbe utile capire, relativamente agli anni 2014, 2013 e 2012, a quanto ammonti il numero dei minori affidati all’interno della provincia autonoma di Trento presso famiglie e strutture specializzate e relativi importi di finanziamento stanziati e di costi sopportati, separati anche per tipologia di prestazioni erogate, comprensivi dei fondi destinati ai servizi semiresidenziali e diurno –:
se, alla luce di quanto esposto in premessa, intenda promuovere un’attività di monitoraggio al fine di acquisire un quadro completo e aggiornato relativo all’intero territorio nazionale, oltre che della provincia autonoma di Trento, e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere in relazione alle criticità sopra descritte. (5-07083)

Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

minore eta’ civile

difensore civico

competenza amministrativa