Garante Infanzia e Adolescenza
LA TUTELA DEI MINORENNI IN COMUNITA’
Raccolta dati sperimentale elaborata con le Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni
Novembre 2015
Dati riferiti al 31 XII 2014
Scrive in premessa il Dott Vincenzo Spadafora.
C’e’ voluto non poco tempo e molte energie. Un progetto, un pensiero ed un obbiettivo da raggiungere. Cominciamo da quest’ultimo: mentre ogni giorno più o meno strumentalmente, si parlava di comunità o di bambini strappati ingiustamente ai genitori, noi abbiamo sentito l’obbligo di fare presto chiarezza sui minorenni fuori famiglia. Non e’ solo il nostro ruolo ad averci imposto questo passo, ma anche il timore crescente che generalizzazioni pericolose non facciano il bene dei bambini già segnati da storie famigliari difficili e non permettano di affrontare le vere criticita’
Abbiamo perciò chiesto alle ventinove Procure minorili i dati in loro possesso sul numero dei minorenni collocati in comunita’.

Abstract
Roberto Buffi
Centro Antiviolenza Bigenitoriale O.N.L.U.S.

I dati in sintesi comprendono ogni tipologia di comunita’ per minorenni rilevati dalle Procure competenti per Distretto, comprese quindi per esempio le comunita’ familiari le comunita’ terapeutiche o quelle che consentono l’accoglienza genitore-bambino.
Seppur le 29 Procure abbiano inviato i dati complessivi in loro possesso al 31 dicembre 2014 non tutte hanno riportato nel dettaglio le informazioni richieste.
Il rapporto ai fini della sua elaborazione presenta dati campionari in virtu’ della mancanza analitica delle informazioni richieste, elaborate, queste informazioni richieste mancanti, su elementi di stima utilizzando, ove possibile, criteri di prossimita’ rispetto a quanto fornito da altre Procure della stessa Regione per meglio calcolare variabili di dettaglio riferibili a cittadinanza, genere, eta’, tempi di permanenza.

Dei 19245 minorenni collocati in comunita’ il 57% e’ italiano; il 43% rimanente e’ di origine straniera di cui la meta’ minori non accompagnati (msna).
Gli ospiti presenti nelle strutture residenziali vengono divisi in due macro aree: 58,9% al centro nord, 41,1 % al sud isole comprese.
In base al genere il 65,8 % sono maschi ed il 34,2 % femmine.
I tempi di permanenza per i minorenni collocati in comunita’ superano i 24 mesi previsti ( massimo previsto eccezionalmente prorogabile dalla L 149/2001) nell’ordine del 26,5% mentre in 73,5% alloggia per un periodo inferiore ai due anni. Emerge che in alcune realta’ della penisola e in alcuni distretti giudiziari i minori collocati oltre i 24 mesi previsti siano di gran lunga superiori alla meta’ dei presenti.
L’età dei minori e’cosi suddivisa:
15% meno di 6 anni
14% 6/10 anni
14% 11/13 anni
57% 14/17 anni

Conclusioni
Titolo breve: l’informazione che non c’e’.
Si rendeva da molto tempo necessario avere, almeno, un dato analitico che fugasse le troppe voci discordanti sul reale numero dei minorenni collocati, risultante di dati campionari e vecchi, piuttosto che su relazioni come il c.d. rapporto Cancellieri e Giovannini ove emergeva per tabulas, si voglia anche per la contrazione economica in atto, l’allarmante crescita della poverta’ della famiglia genitoriale italiana, che sempre in misura maggiore ha fatto crescere la spesa sociale dei bilanci comunali dedicati al sostegno della funzione sociale che i comuni sono chiamati a espletare, e che ha prodotto, è forse anche a questo che il Garante si riferisce in premessa, l’opinione comune, vera o presunta, che i bambini vengano sottratti al nucleo genitoriale di origine per indigenza economica, prassi questa, vietata per legge, oltre che da trattati internazionali.
Sottratti alle famiglie proprio da quelle istituzioni preposte alla loro tutela che, successivamente alla necessaria indagine conoscitiva la famiglia, propendevano, mediante relazioni (spesso “denunciate” soggettive) ad invitare le Procure competenti all’ontanamento del/dei figli minori.
Un primo passo importante, questo,dell’Autorita’ Garante Infanzia e Adolescenza che accogliamo favorevolmente. fondamentlale sottolineare che non e’ importante valutare se sono tanti o pochi i bambini allontanati, quanto piuttosto conoscere le motivazioni che hanno generato misure così stringenti e dolorose e per il minorenne e per i suoi genitori; ricercare eventuali storture del sistema, misurarle e contrarle.
Percorso possibile con una più ampia informazione a garanzia dei minorenni potenzialmente coinvolti. Non da ultima la necessaria informazione circa l’effettivo progetto individuale che recepisca i bisogni effettivi del minore e della famiglia, avente come mission, ove possibile, il rientro in famiglia.
Informazione, giusta prassi, valutazione oggettiva, elaborato peritale prodotto “in scienza e coscienza” che, allo stato dell’arte, pur oggettivamente rilevato il fenomeno degli allontanamenti facili in calo, riteniamo essere ancora in gran parte assente.

Fonte: Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

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