“L’informazione che non c’è”La povertà che toglie i bambini ai loro genitori

Audizione del 29 Settembre 2015

Dr. Massimo Rosselli del Turco
Commissione Infanzia e Adolescenza –AUDIZIONE (1) –

Da uno degli ultimi rapporti del  Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali leggiamo una notizia sconcertante che dovrebbe farci riflettere sulla precaria situazione della famiglia italiana: il 25% dei bambini posti in affidamento e allontanati dalla loro casa lo sono su richiesta dei loro genitori! Questo significa due cose: o che la famiglia italiana non riesce più a gestire ed educare i figli o, come è più probabile si sta impoverendo a tal punto che non può più garantire loro una vita decente. A questo punto, si direbbe,  dovrebbero intervenire i Servizi Sociali che lamentano però sempre più l’impossibilità di svolgere il loro lavoro a causa di una cronica mancanza di fondi.  Si pensi che i fondi del finanziamento statale alle regioni per le politiche sociali hanno avuto un decremento  dall’incidenza del 12% del 2007 al 7,42% nel 2009 allo 0,2% nel 2012. Dal recente documento conclusivo di un’indagine sulla “povertà e il disagio minorile” effettuata dalla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza emerge che «in Italia il 12% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3.232.000) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1.725.000)». Di contro leggiamo nella relazione dei Ministri Cancellieri e Giovannini trasmesso alla Presidenza nel dicembre 2013 che «la spesa sociale ha assunto da tempo un’importanza crescente nei bilanci comunali, a sostegno della funzione sociale che i Comuni sono chiamati a espletare. Nell’ultimo decennio, infatti, la funzione sociale dei Comuni si è andata irrobustendo fino ad assumere il valore del 16,6% della spesa corrente e posizionandosi al terzo posto tra le principali voci di spesa degli enti locali». Ci chiediamo allora dove finiscono questi fondi e come vengono spesi. Quasi certamente pochissimo nella prevenzione, come prescriverebbe la legge che recita: «Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia»  se quasi un terzo degli affidamenti sono richiesti dalle stesse famiglie. Sarebbe dovere dello Stato rispondere alle mille domande che si pone il cittadino quando ha bisogno del suo aiuto. Purtroppo lo Stato sembra sordo alla tragedia italiana degli allontanamenti dei minori dai  genitori e lo dimostra il fatto che il Ministero delle Politiche Sociali ha si pubblicato l’ultimo suo quaderno informativo sui bambini temporaneamente fuori della famiglia d’origine nel dicembre 2014, quindi anche di recente, ma riportando dati relativi all’anno 2012! Per cui sono tre anni che non abbiamo notizie dei nostri figli che hanno perso la loro famiglia. Qualcuno ci vuole rispondere?

MASSIMO ROSSELLI DEL TURCO
direttore dell’Ispa

 

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